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2017

 

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Raffaele Cantone

Raffaele Cantone è Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione dal 28 aprile 2014. È magistrato ordinario fuori ruolo che ha superato la sesta valutazione di professionalità. È nato a Napoli il 24 novembre 1963, è sposato e padre di due figli. Si è laureato in giurisprudenza il 26 ottobre 1986 presso l’Università degli studi Federico II di Napoli con la votazione di 110 e lode, discutendo la tesi in diritto penale dal titolo “Il reato impossibile”. Ha conseguito il 26 maggio 1992 il diploma di specializzazione in ‘Diritto e procedura penale’ presso la stessa Università. È stato nominato uditore giudiziario l’1 agosto 1991 ed è stato assegnato, quale prima sede, l’1/10/1992 alla Procura della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Napoli dove si è occupato di criminalità comune e di colpa professionale. Dal settembre 1996 trasferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli ed assegnato alla sezione “criminalità economica”, dove si è occupato di indagini riguardanti reati tributari, societari, bancari e fallimentari. Dal settembre 1999 designato alla Direzione Distrettuale Antimafia della medesima Procura della Repubblica, si è occupato delle indagini sui gruppi camorristici operanti nel casertano. Ha seguito le indagini relative alle infiltrazioni dei predetti gruppi nell’Italia del Nord (Emilia, Veneto) e al riciclaggio e reimpiego dei capitali mafiosi all’estero (Inghilterra, Scozia, Germania, Ungheria e Polonia) ed ha istruito numerosi processi riguardanti le infiltrazioni delle organizzazioni malavitose nelle amministrazioni locali. Trasferito dall’ottobre del 2007 al Massimario della Corte di Cassazione, in una prima fase è stato destinato al settore civile, poi, dal settembre 2011 è stato assegnato al settore penale e dall’ottobre del 2013 ne è stato coordinatore. E’ stato membro del comitato scientifico della Commissione, istituita presso il ministero di Grazia e Giustizia con decreto dell’1 ottobre 1998, per la riforma del codice penale, presieduta dal Prof. Carlo Grosso ed ha partecipato ai lavori di varie sottocommissioni in particolare quella sulla riforma del concorso di persone e dei reati associativi. È stato, per quattro legislature consulente, a tempo parziale della Commissione parlamentare Antimafia, partecipando anche alla redazione della relazione sulla criminalità organizzata di tipo camorristico in Campania. Con Decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del Consiglio dei Ministri e parere rilasciato all’unanimità dalle Commissioni parlamentari Affari costituzionali di Camera e Senato, il 28 aprile 2014, è stato nominato Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione per la durata di sei anni. È titolare, a contratto, dell’insegnamento di “Legislazione antimafia: profili sostanziali e processuali” presso l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, e dell’insegnamento “Responsabilità amministrativa e legislazione anticorruzione” presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale di Cassino (FR). È autore di numerosi articoli, note a sentenza, voci enciclopediche monografie e opere di carattere divulgativo. I suoi ultimi lavori sono: “Il male italiano. Liberarsi dalla corruzione per cambiare il paese” (con G. Di Feo), Milano 2014 e La corruzione spuzza (con F. Caringella), Milano, 2017.

Motivazioni del Premio

In un’intervista al TGR per la “settimana della legalità” il Presidente
dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, già pm anticamorra, scrittore di successo, garante delle istituzioni contro la corruzione, ha dichiarato: l’Italia è un paese che non sa fare i conti con la propria storia e con la propria realtà; di fronte a fatti eclatanti di mafia e corruzione l’indignazione è spesso seguita dall’indifferenza. Serve un maggiore controllo sociale, al posto delle telecamere “urlate” bisogna tenere accese quelle “ragionate”. Il Premio viene conferito per il contributo che ha dato e continua a dare alla conoscenza dei fenomeni che contrasta. Encomiabile la sua convizione che l’azione di contrasto al crimine, sia esso di mafiosi o di colletti bianchi, non può prescindere dalla consapevolezza culturale della società civile che la corruzione è un danno per tutti. La lotta alla corruzione non si può vincere soltanto con la repressione, ma occorre mettere in campo efficaci attività di prevenzione
e di educazione, in particolare rivolte alle nuove generazioni. Per il giurista Raffaele Cantone, le onde montanti dell’emotività, le spinte irrazionali come i populismi e le pressioni della contingenza o di qualsiasi “emergenza” mai giustificano la rinuncia ai principi del Diritto.

Conferimento Premio Internazionale per la Cultura "Vissi d'Arte Città di Alcamo"






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