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Sicilia

Siamo ad Alcamo (provincia di Trapani)
Indirizzo: Via F.lli Sant'Anna, 58 - 91011 Alcamo (TP)

Come arrivare ad Alcamo

In Treno
Da Palermo o da Trapani (Stazione Castellammare del Golfo)
In Automobile
Autostrada A29 uscita allo svincolo di Alcamo o Alcamo Ovest -
Strada statale 113 o 187 uscita per Alcamo
In Nave
Da Cagliari, Genova, Livorno, Napoli, Salerno e Valencia per Palermo.
Da Cagliari e Tunisi per Trapani
In Pulman
Da Palermo o Trapani (Autostazione Piazza della Repubblica Alcamo)
In Aereo
Aeroporto Falcone e Borsellino (PALERMO)
Aeroporto Vincenzo Florio (TRAPANI)

Cenni Storici su Alcamo

Le origini di Alcamo sono molto antiche, già sulla vetta del Monte Bonifato intorno al VII seco lo a.C. vi era una comunità di Elimi, provenienti dall'Asia Minore. Successivamente fu abitata dai Romani che vi risiedettero per la posizione e per la freschezza del suo clima, per il suo paesaggio e per la posizione delle sue valli. Con la caduta dell'Impero Romano subì le invasioni barbariche e la dominazione bizantina. Alla venuta degli Arabi in Sicilia, nel secolo X, il centro abitato dal Monte Bonifato si sposta alle falde e prende il nome di Alqamah. Due geografi arabi del sec. XII, Idrisi (1154) e Gubayr (1184), definirono Alcamo il primo come 'Vasto casale con notevole mercato ed attività artigianali", il secondo come "paese grande, ricco, con mercato e moschee". Nel XII secolo era abitato da musulmani dislocati nei casali, poi divenuti veri borghi feudali (S. Vito, S. Leonardo, S. Ippolito, S. Nicolo del Vauso). Da questo momento inizia il lento processo di rilatizzazione. Sotto i Normanni, i casali divennero gradualmente cristiani e durante il dominio di Federico II di Svevia (1230-1250), Giullo o (come asseriscono alcuni) Cielo d'Alcamo, compose la canzone in 32 strofe "Rosa fresca aulentissima" che oggi porta alto il nome di Alcamo in tutta l'Italia e costituisce uno dei più interessanti ed originali documenti della lingua italiana. L'effettivo sviluppo da "grande casale con mercato" a "città" comincia soltanto nel XV secolo, con seicento fuochi, che oggi corrispondono a circa 3000 abitanti: una terra abitata da centinaia di immigrati dalle varie parti della Sicilia, pisani, amalfitani, bolognesi, calabresi, liguri e spagnoli.

Alcamo

Da documenti d'archivio, pare che lo stesso celebre Antonello da Messina, all'età di 15 anni, abbia accettato un contratto di garzonato con il maestro conciatore di pelli Guglielmo Adragna d'Alcamo. Nel 1535 l'imperatore Carlo V, reduce della Tunisia visita Alcamo e soddisfatto dell'accoglienza ricevuta e della ricchezza constatata, la chiamò "opulenta e gioconda". Nel 1631, dal Viceré Francesco De La Cueva fu elevata dal grado di "terra" a quello di "città", perché al cen tro di notevoli interessi economici e punto di smistamento della produzione granaria dell'entroterra. Nel 1912 Alcamo passò al demanio regio. La nuova costituzione stabiliva un sistema bicamerale; del parlamento siciliano fecero parte, in rappresentanza di Alcamo gli arcipreti Stefano Triolo Galifi e Giuseppe Virgilio ed il barone Felice Pastore. Nel 1848 e nel 1860 Alcamo parte cipò alle istanze patriottiche dei Siciliani, sotto la guida delle aristocratiche famiglie Colonna Romano, Fazio e Triolo di Sant'Anna che fiancheggiarono Giuseppe Garibaldi. Il secolo XX ini ziò con una serie di problemi politici ed economici che ancora si trascinavano dall'Unificazione d'Italia e che si rispecchiavano nei grossi e piccoli centri. Alcamo si riprese dalla grave crisi economico-sociale post-bellica, ed oggi è un'attiva e laboriosa cittadina che svolge un ruolo di prestigio nel settore della provincia di Trapani. Gli alcamesi sin dall'origine, per la fertilità del loro territorio, sono stati sempre dediti all'agricoltura. Ancora oggi l'economia alcamese orbita attorno ai due settori che costituiscono le principali attività lavorative locali: agricoltura e commercio. L'agricoltura in Alcamo è fiorente, particolarmente per quanto riguarda la viticoltura, a cui è desti nata buona parte della superficie produttiva. Il commercio è fondato sull'attività edilizia, sulla lavorazione del marmo (in particolare del travertino) e sull'artigianato che si esprime attraverso la lavorazione del legno, del ferro e del ricamo. Fonte di ingente guadagno e di occupazione giovanile è anche il rilancio turistico della nostra splendida spiaggia di Alcamo Marina, del bosco del Monte Bonifato e dei numerosi ed interessanti monumenti artistici.

Roberto Calia
Dir. Biblioteca Comunale di Alcamo


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